AREA ORIENTAMENTO
Stella polare
Il gioco scenico come percorso di orientamento scolastico e costruzione dell’identità personale per studenti della scuola secondaria di primo e secondo grado.
- Imparare a conoscere meglio se stesso, le proprie attitudini ed i talenti naturali
- Enucleare e distinguere le proprie aspettative personali da quelle che possono provenire dall’esterno
- Affrontare situazioni problematiche del futuro scolastico e/o lavorativo.
- Far maturare il processo di costruzione dell’identità e al suo rafforzamento attraverso tecniche di autopresentazione e di autonarrazione
- Individuare quali valori professionali fanno parte delle proprie aspirazioni realizzative
- Conoscere la realtà della scuola secondaria di secondo grado, dei corsi di laurea e degli sbocchi lavorativi
- Valutare quali abilità relazionali e sociali sono necessarie per raggiungere il proprio obiettivo
Scopo fondamentale di questo progetto è l’attivazione di risorse personali e di gruppo, ove ciascun individuo possa percepire la possibilità di cercare, co-costruire ed esprimere quelli che sono i propri desideri personali circa il proprio orientamento scolastico e/o lavorativo in un clima di creativa ricerca e sperimentazione.
L’adolescenza è un momento evolutivo particolarmente complesso (ed entusiasmante) in cui la creazione dell’identità personale è fortemente interconnessa con la capacità di pensarsi nel futuro, di entrare ed uscire immaginativamente dalla propria rappresentazione dei ruoli sociali, di potersi avvicinare mimeticamente a modelli di vita che si è incontrati finora. Contemporaneamente il ragazzo cerca una coerenza con le proprie esperienze passate, con i racconti che gli altri fanno di lui e, insieme, l’accettazione e l’autorizzazione di “essere un sé” da parte dei suoi “altri significativi”. Se il concetto di orientamento chiama in causa una direzione, prima ancora che uno stato, è entro questa dimensione che il corso Stella Polare desidera avvicinarci all’adolescente nella scuola, ossia con un approccio che potremmo definire narrativistico (prendendolo in prestito dalla psicologia narrativa). Secondo questo approccio l’identità non è mai un entità in procinto di darsi una forma definitiva ma un costante processo di negoziazione tra l’autonarrazione (ciò che dico di me) e l’eteronarrazione (ciò che gli altri dicono di me) nel tentativo di dare una coerenza psicologica tra il dentro e il fuori, l’attuale e il possibile.
Con buona necessità riteniamo che esercizi, attività, processi provenienti dal mondo del teatro siano ottimi e validi strumenti capaci di rispettare e valorizzare tale approccio. Il gioco teatrale utilizza come suoi principali medium di intervento la storia e i ruoli.
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