La santità laica

Che cosa mai significherà La santità laica?

Che concetto strano… Cosa mai significherà poi santità laica?
Significa semplicemente che la strada di perfezionamento del nostro essere umani non è qualcosa che semplicemente spetta agli uomini di chiesa particolarmente illuminati o particolarmente vicini a quella condizione di assolutezza, esseri senza macchia che servono a noi solamente per i proverbi o come metro di misura o, meglio ancora, come la classica eccezione che conferma la regola.
E la regola sarebbe la nostra imperfezione congenita, i nostri limiti, l’auto-assolvimento delle nostre difficoltà, un perdono a buon mercato delle nostre piccolezze.
Significa che proprio nel nostro piccolo, a partire dalle nostre piccolezze possiamo fare tanto, tantissimo: possiamo imparare a modificare anche di così poco il nostro stare al mondo che può sembrare un cambiamento insignificante, ma che invece crea un effetto dirompente sulla realtà che abbiamo intorno, ma soprattutto sulla realtà che abbiamo dentro.
Per esempio: andiamo magari in chiesa, ascoltiamo parole piene di illuminata grazia e poi perdiamo un sacco di tempo a guardar male quella signora che è seduta in prima fila e che è venuta a messa tutta imbellettata indossando il vestito della festa e ci diciamo:

“ma sarà mai possibile che una persona venga in chiesa vestita come se fosse al ricevimento dell’ambasciatore? ma chi si crede di essere? ma da chi vuole farsi notare? ah certo a me non mi impressiona, anzi non la noto nemmeno, anzi non la guardo neanche e le faccio vedere proprio che non la guardo!”.

Ed ecco che abbiamo perso un’ottima occasione per stare zitti, dentro la nostra testa che invece abbiamo riempito di maldicenze, invidia, rancore, rabbia. Ma è umano, diciamo noi. E invece no! Questo è il punto! Utilizziamo l’aggettivo umano per giustificare la scarsa attenzione che portiamo a ciò che ci accade dentro, per coprire le nostre difficoltà, per salvaguardare i nostri limiti senza accorgerci che l’essere umano è dotato di una gamma pressoché infinita di potenzialità e di qualità. Santità laica non significa doverle sviluppare tutte, ma significa imparare ad essere forti nel piccolo, precisi nel piccolo, attenti nel piccolo, responsabili nel piccolo.

Responsabili anche di ciò che esce dalla propria bocca o dei propri pensieri o dei post che pubblichiamo su Facebook per esempio e attenti a non fomentare quel mondo fatto di odio, invidia, rabbia, risentimento, fastidio, violenza che è anche sempre dentro di noi, ma che è dentro di noi solamente per essere trasformato. Un esempio: navigo su Facebook l’altro giorno e mi soffermo su un post di un contatto che si rammarica, si lamenta e si scoccia della coda in autostrada che segue alle sue svariate ore di lavoro.

“Dopo 8 ore di lavoro, eccolo qua, fermo in coda da un’ora. Arriverò a casa tardissimo”

diceva il post, più o meno, vado a memoria. Guardo la foto allegata e non solo si vedono tre o quattro file di auto di fronte a lui, ma, in maniera evidente, si intravede il motivo della coda: un incidente serio, un’ambulanza, una barella. Santità laica è guardarci intorno, oltre il proprio interesse privato per cogliere cosa accade alle persone che vivono al di là del nostro ombelico.
Su The Key, martedì 22 novembre, parleremo di questo tema, utilizzando sempre la stessa modalità di godere assieme di un po’ di buona musica (purtroppo i fan delle sonorità più aggressive dovranno attendere, ci sono delle celebrazioni musicali da fare…) e con l’unico intento di lasciare qualche spunto di riflessione per chi ha voglia di raccoglierlo.
In questa puntata, in particolare, ci faremo accompagnare da una pagina di un signore che già gli aficionados di The Key conoscono: Alejandro Jodorowsky, artista, regista, psicomago e chi più ne ha, più ne metta!

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