La gestione creativa del conflitto e le 10 strategie

Il conflitto non ha nulla di patologico, poiché è nella fisiologia delle relazioni interpersonali entrare in rotta di collisione con il partner, i figli, i colleghi di lavoro, ecc. La capacità di gestirlo è ciò che lo trasforma in un’opportunità di crescita!

teatro-5La vita è un conflitto continuo tra desideri e delusioni, aspirazioni e frustrazioni che si agitano come schiuma di cavalloni marini dentro e fuori di noi. Il conflitto è ciò che determina ruminazioni mentali, notti insonni, ulcere e gastriti. Siamo immersi nel conflitto sin dalla nascita, quando dobbiamo affrontare l’angoscia da separazione dal cordone ombelicale della madre per intraprendere il lungo percorso dell’autonomia e individuazione. Ogni scelta è già di per sé un conflitto, perchè quando si sceglie una strada bisogna scartarne un’altra e siamo sicuri che stiamo prendendo la decisione giusta? E se fosse quella sbagliata? E poi posso o non posso fidarmi di quella persona? E se poi mi tradisce? Ma se non mi fido come faccio a sapere se è degna o meno della mia fiducia? So benissimo che alla maggior parte di voi questi pensieri non vi hanno mai sfiorato ma al sottoscritto sì e più volte. Ecco che diventa fondamentale acquisire un modello comportamentale che ci metta nella condizione di affrontare in modo elastico e dunque creativo ogni conflitto. Ho chiesto al mio preparatissimo e brillante collega psicologo ed educatore teatrale dottor Andrea Picco di progettare uno workshop dal titolo “Le 10 strategie per la gestione creativa del conflitto” e di scrivere un breve articolo che ne descriva le finalità. Buona lettura… Grazie.

confitti-come-gestire-i-conflitti-durante-i-colloqui-di-lavoro_d093b33ad822f5dd3b49d3b8079424f5«La prima cosa che ti ha attirato alla lettura di questo post è la parola conflitto, dì la verità. Ma sì, rilassati, siamo tutti sulla stessa barca. Tutti abbiamo dei conflitti, sul lavoro, col capo, col collega, con la moglie-capo, col collega-marito, col cliente…; se poi sei padre o madre di figli adolescenti allora sei cintura nera di “kung-fu-conflict”, laurea (triennale) in “conflittologia”. Ma nonostante tu sia ormai diventato un esperto, nonostante tu abbia ormai collezionato un numero tale di litigi, arrabbiature, sfuriate da poterle rubricare in una “enciclopedia del conflitto” proprio non riesci a venirne fuori. Certo, elementare, my friend. Non puoi credere di risolvere questo argomento con un approccio da ingegnere meccanico, non un argomento il cui cuore è composto dalle emozioni più nucleari, reattive, esplosive della nostra psiche. Conflitto = Don’t touch my emotions, non toccare le mie emozioni, e io aggiungo… non toccare i miei valori, non toccare ciò che vi è di più caro nella vita. Perché nel conflitto diventiamo delle bestie, ci sentiamo punti sul vivo, ci si rizzano i peli della schiena (metaforici si intende… per i più), siamo pronti a dipingerci il volto di rosa e di azzurro e come Braveheart raduniamo l’esercito dei nostri diritti e lo aizziamo contro il nostro (presunto…) nemico del momento. Sì, lo so, che la metà di voi, che state leggendo questo articolo, dice… magari fossi così guerriera, magari fossi così “Spartacus”… non mi porterei a casa tutte quelle frustrazioni, non ingoierei tutti quei rospi. A voi, cari “coniglietti mannari” (così vi chiamerò) so che accade qualcosa di ben diverso: il conflitto vi muore e vi esplode dentro come se vi foste ingoiati una molotov dopo aver fatto i gargarismi con l’olio al peperoncino. Siete popolati da visioni omicide che farebbero impallidire il mostro di Milwaukee se fosse ancora vivo per poi concludere in bellezza: rivoltare questa splendida energia letale contro voi stessi, fino a sentirvi un insignificante formina di compost.

gestione-conflitto-620x330Carissimi tutto questo accade perché combattiamo il conflitto, non lo vogliamo. In fondo lo odiamo, e odiamo sentirci così aggressivi o così autolesionisti, come vi pare. Quindi la prima strategia per gestire il conflitto… è aprirgli le braccia, è dirgli: grazie di esitere. Sei umano conflitto, sei noi, sei me! Da qui può iniziare una stupenda e lunghissima strada di illuminanti strategie creative per gestire il nostro beneamato conflitto. Tra cui l’umorismo! Ecco, vi ho svelato anche la seconda strategia.

Vi sto mettendo appetito? Bene, vi aspetto nella palestra del conflitto, all’Evolution Training domenica 23 ottobre 2016! E il viaggio continua…».

 

 

 

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