ALTRUISMO VS EGOISMO?

Opposizioni… contrasti… divergenze… differenze… opposizioni…
Abbiamo sempre a che fare con queste questioni, sia fuori, ma soprattutto, direi, dentro la nostra testa.
Siamo costantemente convinti che una cosa possa stare così oppure, al massimo, quando riusciamo a concepirlo, quando ci riteniamo aperti di mente e consapevoli, nel modo opposto. Una persona può essere buona o cattiva, simpatica o antipatica. Ah no, c’è anche un’ignava via intermedia, un purgatorio di indifferenza secondo cui una persona non è né questo, né quello…
Quindi una persona può essere o egoista o altruista.
E, tra l’altro giusto per non fare troppa fatica a sperimentare le cose direttamente, abbiamo anche già da subito deciso che una cosa è buona e un’altra non lo è: essere altruisti va bene, essere egoisti, no. Oppure, se apparteniamo a qualche frangia di pensiero estremista, simil ribelle o rivoluzionaria, di qualsiasi forma, riteniamo che l’egoismo sia cosa buona e che l’altruismo altro non sia che una forma di buonismo…
Uff, che fatica… Sempre a stare lì ad incasellare tutto, a preparare dei bei cassettini dentro cui infilare i concetti, le esperienze, le sensazioni, per darci l’illusione di un ordine che, appunto, altro non è che un semplice simulacro, una parvenza, un’immagine che ci piace conservare nella nostra testa perché sistema le cose e ci permette di rilassarci e di dedicarci ad altro (ma a cos’altro poi di così importante dovremo mai dedicarci oltre che alla nostra vita???).
Prendiamo la questione egoismo vs altruismo: siamo proprio sicuri che una persona altruista sia una persona che ha un animo talmente buono da interessarsi degli altri in maniera da lasciar sempre in secondo piano se stessa?
Ok, non vale fare esempi celebri di martiri e santi, guardiamoci intorno, guardiamoci dentro, parliamo di noi.
Siamo sicuri che ogni volta che abbiamo compiuto un gesto cosiddetto altruistico eravamo spinti solo ed esclusivamente dall’amore disinteressato nei confronti del prossimo?
E, viceversa, quando abbiamo compiuto delle scelte cosiddette egoistiche, eravamo solo mossi dalla sete di potere e di possesso, solamente dall’istinto di sopravvivenza che predica mors tua, vita mea?
La risposta non può non essere no (vi lascio sciogliere questa tripla negazione…) anche e soprattutto perché nelle mie domande retoriche c’è una chiara generalizzazione: quando abbiamo a che fare con cose che riguardano l’umano, la parola “sempre” è “sempre” fuori luogo (altra specie di indovinello quasi filosofico…). Quindi? Cosa mi spinge ad avere comportamenti altruistici?
E che cosa, invece, mi spinge a compiere scelte egoistiche? Ok, non sempre, ma almeno in un caso, uno solo, isolato se vogliamo, ma un caso che è esistito.
Parlo di me? Ok, parlo di me: quante volte ho detto di sì ad un favore richiesto, non perché mi andasse di farlo o perché volevo essere utile ad un’altra persona, ma solamente perché speravo di ricevere qualcosa in cambio, anche un solo un grazie per sentirmi importante e riconosciuto.
Quante volte, concentrandomi su di me, andando in fondo a me, oltre le mie proiezioni, le mie difese, le mie sofferenze ho compreso che il mio bene, in realtà è sempre (questa volta sì) il bene dell’altra persona…
ATTENZIONE: LA PUNTATA DI THE KEY DI MARTEDI’ 31 GENNAIO NON E’ ANDATA IN ONDA PER PROBLEMI TECNICI. CI SCUSIAMO DIAMO APPUNTAMENTO ALLA SETTIMANA PROSSIMA.
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